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Storia

Le feste del Principe a Mezzomonte offuscavano in splendore quelle di Corte. (Cronache Fiorentine, 1635)

Ultima dimora medicea ancora privata, la Villa –esistente già dal tardo medioevo – fu decorata e affrescata tra il 1630 e il 1634 per volere dell’allora proprietario, il Principe Giovan Carlo de’ Medici, fratello del Granduca Ferdinando II e tra i più rinomati mecenati della storica famiglia fiorentina.

La Villa doveva essere un dono di nozze alla futura moglie del principe, Anna Maria Caraffa di Stigliano. I saloni interni, proprio in onore della principessa, inneggiano alle divinità campestri e all’eroicità della figura femminile. Gli affreschi furono realizzati da alcuni dei più importanti artisti dell’epoca, quali Francesco Albani, Giovanni da San Giovanni, Pandolfo Sacchi, Angelo Michele Colonna, Domenico Cresti detto “il Passignano”, Cecco Bravo e altri. Le nozze purtroppo non ebbero mai luogo ed il principe, divenuto Cardinale, utilizzò la Villa come luogo di Ricevimenti e come dimora dove collezionare oggetti d’arte.

In seguito, nel 1644 il Cardinale vendette la Villa al Marchese Andrea di Bartolomeo Corsini, i cui discendenti costruirono l’imponente giardino pensile all’italiana di meridione, il giardino inglese di ponente e la cappella al piano terra.
Agli inizi del duemila la famiglia Corsini ha avviato una grande opera di restauri con l’obiettivo di riportare in vita lo splendore di una volta.

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Affresco: "La cacciata di Ebe e l'Assuzione di Ganimede all'Oplimpo", Giovanni da San Giovanni, 1633.