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Breve storia
di casa Corsini
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da Poggibonsi
a Mezzomonte |
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I Corsini sono una antica e storica famiglia di Firenze.
Giunsero a Firenze alla fine del XII secolo, provenienti dalla zona
di Poggibonsi e dalla Val di Pesa, situata tra Firenze e Siena.
Si affermarono subito, nel Trecento, come politici, commercianti e uomini di
chiesa, mantenendosi fino alla metà del XV secolo in zona d'Oltrarno. Diedero alla città 12 priori e 47 gonfalonieri di giustizia.
Matteo (1322-1402) fece fortuna alla corte inglese,
commerciando lana, seta e aringhe. Fu amico di Petrarca.
Il cugino Giovanni fu gran siniscalco d'Armenia e governatore di Rodi. Un
altro cugino, Filippo (1334-1421), fu maestro di diritto,
attivissimo diplomatico e cinque volte gonfaloniere.
Nel 1371 i Corsini ricevettero dall’Imperatore del Sacro
Romano Impero il titolo di Conte Palatino.
I Corsini, come altre famiglie
fiorentine, vissero il tracollo finanziario di Firenze nel 1343. Essi però
non ne furono fiaccati, e ripresero instancabilmente la loro attività,
aprendosi anzi a carriere e professioni diverse che non il solo commercio.
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Andrea, vescovo di Fiesole dal 1349 fino alla morte nel 1373,
in odore di santità per una vita condotta in penitenza e meditazione, e per
il continuo soccorso ai poveri, fu elevato alla gloria degli altari come
Santo nel 1624 - Il fratello Neri è
invece Beato.

Guido Reni - Sant Andrea
Corsini
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Alla fine del XV secolo si affievolì
l'influenza politica del casato, anche a causa dell'avvento della Signoria
dei Medici; questo non diminuì però il peso economico, sociale e religioso
della famiglia.
Filippo (1538-1601) e a Bartolomeo (1545-1613) costruirono la loro
ricchezza grazie ad una rete di uffici commerciali ben radicata in Europa, e
collegata con un rapido servizio postale privato (una lettera di Bartolomeo,
da Londra, impiegava circa 55 ore per arrivare a Firenze!). Inoltre,
svilupparono proficue attività bancarie ed armatoriali.
Un loro parente, il
cardinale Ottavio, fece rappresentare nel 1620 nel suo palazzo
la favola in musica e l'Aretusa, melodrammi scritti dai
musicisti fiorentini Vitali e Peri: per alcuni studiosi si tratta della
prima rappresentazione di un'opera lirica nel senso moderno del termine.
In quell'epoca ai Corsini furono
concesse le signorie di Sismano, Casigliano e Civitella.
Nel 1644 Urbano VIII concesse a tutti i
Corsini il titolo di Marchese.
Lorenzo Corsini assurse al soglio pontificio con il nome di
Clemente XII (1730-1740). Fondò i Musei capitolini, commissionò (tra le
altre) la fontana di Trevi, la facciata di San Giovanni in Laterano, con la
splendida cappella Corsini dedicata a St. Andrea Corsini, la facciata di
Santa Maria Maggiore, il Palazzo della Consulta, oltre ai porti di Anzio,
Ravenna (porto Corsini) e Ancona.
Fu il primo Pontefice a bandire la massoneria.

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Bartolomeo
(1683-1752, primo Principe di Sismano
e duca di Casigliano) fu comandante della Cavalleria
Romana, Presidente del Gabinetto di Re Carlo III a Napoli, Vice-Re di
Sicilia e Grande di Spagna. A Bartolomeo si deve, tra l'altro, il primo atto
giuridico di fondazione di una riserva naturale (Il 12 Agosto 1745
Bartolomeo si pronunciò per decreto a favore della conservazione e della
tutela del patrimonio naturalistico del Bosco di Carpineto, sopra Mascali,
in Sicilia).
Neri (1771-1845) fu un brillante politico, ministro del granducato di
Toscana sia durante il periodo Napoleonico che durante la restaurazione, e
plenipotenziario degli Asburgo-Lorena (all'epoca granduchi di Toscana) al Congresso di Vienna.
Tommaso (1767-1856) fu diverse volte ambasciatore a Parigi e Vienna, e senatore
del granducato di Toscana.
Andrea (1804-1868) fu ministro degli esteri del granducato di Toscana.
Tommaso (1835-1919), fu deputato del regno dal 1865 al 1882, senatore
a vita ed infine sindaco di Firenze. Fondò La Fondiaria Assicurazioni,
presiedette la Cassa di Risparmio di Firenze, fu presidente della Società
Italiana per le strade ferrate meridionali. Vendette al Regno d'Italia il
Palazzo Corsini alla Lungara nel 1883, donando al regno stesso la Collezione
Corsini di Roma (comprendente tra le altre opere di
Beato Angelico, Rubens, Murillo,
Luca Giordano), e la vastissima Biblioteca Corsiniana - tutt'oggi visitabili
a Roma.
Da Don Tommaso, sposato con Anna Barberini, discende l'attuale ramo
principesco dei Corsini, tra cui un altro Tommaso (1903-1980), deputato alla
Costituente della Repubblica Italiana.
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Un ramo cadetto dei Corsini
Andrea Neri (1849-1895), fratello cadetto di Don Tommaso, sposò Beatrice Bastogi, figlia del
conte Piero Bastogi (ministro delle Finanze e deputato nei primi anni
dell'Unità d'Italia, fu a capo dello sviluppo delle ferrovie meridionali).
Lorenzo di Andrea (1875-1957), Marchese di Lajatico e Conte palatino, sposò Caterina Ricasoli Firidolfi,
nipote di Bettino Ricasoli (il "barone di ferro", Primo
Ministro del Regno d'Italia dopo Cavour, diverse volte Ministro della
Guerra, a cui si deve la formula ufficiale e definitiva del Chianti).
Vanni di Lorenzo (1911-1988), Marchese di Lajatico e Conte palatino,
dottore in scienza politiche, sposò la Contessa Olga Vassilievna Olsoufiev
(1912 - 1973), figlia del Conte Vassili Alexeevich e della Contessa Olga
Pavlovna Shouvalov. P.O.W. (Prisoner of War) italiano durante la seconda
guerra mondiale, evase da un campo di prigionia inglese in Africa insieme a
4 commilitoni, spacciandosi per un comandante inglese, il sottoufficiale
J.A. Dickson, incaricato del trasferimento di 4 prigionieri italiani.
Raggiunse la libertà percorrendo 3500 miglia dal Kenia fino al Mozambico.

Villa Corsini nel XXI secolo
Da Vanni discende l’attuale proprietario della villa, l'architetto don Giovanni Corsini, Marchese di Lajatico
e Conte Palatino
(1938), sposato con donna Inès dei Marchesi d'Ormesson, e padre
di cinque figli: Cosimo, Olga, Lorenzo, Eleonora e Tommaso.
A lui e alla sua famiglia si deve il progetto di recupero e restauro della
villa iniziato nel 2000.
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